domenica in Lombardia hanno votato 350 mila persone, questa è la nostra più grande vittoria.
La vittoria del Partito Democratico sono tutte le persone che dalla mattina presto fino alla
chiusura dei seggi hanno animato i circoli con il proprio entusiasmo e la voglia di contare.
Un risultato sorprendente e straordinario che si somma a quello nazionale, in tutto tre
milioni di protagonisti che hanno partecipato alle primarie del PD.
E' stata una domenica di grande gioco di squadra; i circoli, i comitati, i volontari che
hanno saputo organizzare quasi 1400 seggi in Lombardia e i cittadini che hanno scelto di
votare e di contribuire al successo del nostro congresso. Una dimostrazione di democrazia
di cui dobbiamo essere orgogliosi. Insieme condividiamo la proposta di Pierluigi Bersani di
rafforzamento del partito e il progetto di un PD popolare e radicato nei territori.
Una partecipazione così grande porta in sì una richiesta importante. La fiducia che mi avete
dimostrato me ne rende responsabile. Fare subito del PD un partito in grado di offrire
un'alternativa di governo credibile al centrodestra e di dare finalmente una prospettiva
nuova alla Lombardia fin dalle elezioni per la Regione del prossimo marzo.
Questo adesso è il nostro lavoro: diventare l'alternativa in grado di proporre soluzioni
alla crisi economica, al disagio delle famiglie, creare occasioni di sviluppo per il lavoro
ed essere il partito che comprende con lucidità i bisogni delle persone e agisce con rigore.
Oggi sappiamo di non essere soli. Siamo in centinaia di migliaia a volere una svolta, un
cambio di passo. E io con tutti voi ho la responsabilità di realizzarlo. Insieme.
Per questo a voi tutti un grazie di cuore,
Maurizio Martina
29 ottobre 2009
DENTRO LA VITTORIA DI TUTTI C'È ANCHE LA MIA
Care democratiche, cari democratici,
la giornata di domenica, che ha visto la partecipazione di tre milioni di protagonisti, ha
rappresentato una straordinaria vittoria del nostro partito. Dentro quella vittoria c’è anche
la nostra vittoria. Insieme siamo stati capaci di rendere condivisa la nostra proposta di
rafforzamento del partito, la nostra idea di un PD radicato nei territori e tra i ceti popolari.
In questa vicenda un ruolo fondamentale è stato giocato dai circoli, dai comitati, da tutti
i cittadini che hanno scelto di partecipare e di contribuire al successo del nostro congresso.
Questo straordinario collettivo lo mettiamo dentro il collettivo del partito. Ora bisogna
raddoppiare gli sforzi miei e vostri per fare del PD un partito in grado di offrire una
alternativa di governo e di dare una prospettiva al riformismo italiano.
A tutti voi un grazie di cuore,
Pier Luigi Bersani
26 ottobre 2009
PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Ben 3 milioni di cittadini hanno votato in Italia alle primarie di
ieri per scegliere il nuovo segretario nazionale e i segretari
regionali del PD. Pierluigi Bersani ha superato Dario Franceschini e
Ignazio Marino mentre in Lombardia, dove hanno votato circa 330 mila
persone, Maurizio Martina è stato confermato alla segreteria col 54
% dei suffragi contro il 30 % di Emanuele Fiano e il 16 % di Vittorio Angiolini.
Si vota Domenica 25 Ottobre, dalle ore 7 alle ore 20, presso la Biblioteca Comunale di Paullo (Piazza Libertà, 1)
Chi può votare alle primarie?
Possono votare tutti i cittadini che si riconoscono nei valori del Partito Democratico,
maggiori di 16 anni e residenti in Italia. Servono un documento d'identità e la tessera elettorale.
Possono votare anche i cittadini extracomunitari (con permesso di soggiorno) e gli studenti ed i lavoratori fuori sede. È richiesto un contributo minimo di 2 Euro a parziale copertura delle spese organizzative.
Come si vota?
Troverai due schede: una per l'elezione del Segretario Nazionale e l'altra per l'elezione del
Segretario Regionale del Partito Democratico. Il voto si esprime tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati. Non è previsto il voto di preferenza.
Altre informazioni?
Scaricando il vademecum
Chiamando il numero verde 848.88.88.00
14 ottobre 2009
LAICITÀ
L’opposto di laico è chierico, ossia prete, e non cattolico.
Tutti i cattolici intelligenti, qualche volta anche preti, sono laici.
Tutti i democratici intelligenti sono laici.
Domanda: cosa aspettiamo a dare
un calcio nel sedere alla zavorra Binetti che infanga la laicità del partito democratico?
La domanda che mi faccio subito dopo è: essere in un partito vuol dire mettersi
al servizio delle persone che di quel partito fanno parte, in vista di obiettivi comuni?
Oppure ritenere che il partito sia uno strumento per raggiungere i propri personali obiettivi?
Santa ingenuità!
14 ottobre 2009 - Giancarlo
IL CONGRESSO IN DIRETTA
E arrivato il momento: domenica 11 ottobre si riunirà la Convenzione Nazionale del Partito Democratico.
Una tappa fondamentale del grande processo democratico per eleggere il Segretario del Partito.
Segui in diretta i lavori su
Youdem.tv a partire dalle 10.00.
Queste le dichiarazioni programmatiche dei tre candidati:
Bersani
Franceschini
Marino
10 ottobre 2009 - YouDem.tv
BOCCIATURA DEL LODO ALFANO
La Corte Costituzionale ha bocciato il “Lodo Alfano” e, come ormai è consuetudine, si
sono scatenati i vaneggiamenti suggeriti dal delirio di onnipotenza. Con una strategia ormai collaudata
il capo del governo ha cominciato
a menare colpi a destra e a manca a beneficio della sua platea di decerebrati.
Si tratta di affermazioni che vanno dal ridicolo puro e semplice, alle offese disgustose che da sole denunciano la pochezza dell’individuo e che non lo qualificherebbero neanche come capo della banda bassotti, figuriamoci del governo.
Tra le tante idiozie uscite dalla sua bocca in questi giorni risultano particolarmente gravi alcune.
La prima è che la sua sarebbe l’unica carica di elezione popolare.
Questa è una colossale falsità in quanto secondo la Costituzione vigente il capo del governo viene
nominato dal Capo dello Stato e la sua nomina approvata dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene. Sarà
così fino a quando non verrà varata una riforma costituzionale che trasformi in presidenziale
la nostra democrazia, diversamente da come è ora.
La seconda idiozia la definirei di stampo mafioso. Si tratta della pretesa per cui il Capo dello
Stato avrebbe dovuto imporre il suo punto di vista alla Corte Costituzionale. Se così fosse il
ruolo della Corte Costituzionale sarebbe asservito al volere del Capo dello Stato e quindi privo
di qualsiasi significato. Situazione perfetta per una repubblica di banana a cui
si vorrebbe ridurre l’Italia.
Infine la presunta persecuzione politica da parte dei magistrati. Se uno è entrato in politica con
tutta la schiera dei propri avvocati proprio per sottrarsi ai processi che lo riguardano, non può
aspettarsi altro se non che i magistrati ricorrano a tutti i mezzi a loro disposizione per perseguirlo.
Parlare di persecuzione politica serve solo per darla a bere ai gonzi.
Sicuramente la mancanza dello scudo del “Lodo Alfano” complica la vita del governo e questo è un
altro degli elementi che ci fa confidare in una sua prossima fine.
Non subito perché il PD non è ancora pronto.
8 ottobre 2009 - Giancarlo
LE IMPRESE NEL MIO PROGETTO
"Mi lasci partire da Giugni".
Doveroso
"È difficile sopravvalutare il suo ruolo nell'evoluzione civile e sociale di questo paese.
È stato un caposcuola. Un riformista. Ha aiutato a civilizzare i rapporti di lavoro."
Bersani, finalmente è in arrivo il congresso. Dopo l'addio di Veltroni lei aveva auspicato che il partito
sapesse tornare nelle fabbriche. Se le primarie confermeranno la sua maggioranza congressuale
comincerà d a lì?
Il mio sarà un partito in chiave democratica moderna. Dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, alla piccola impresa,
alle famiglie, alle nuove generazioni. E per dare concretezza a questo approccio dobbiamo essere radicatie
e presenti laddove questo popolo vive. C'è un pezzo di Italia che è totalmente fuori dalla comunicazione.
Dobbiamo arrivare anche a questa gente.
Come si fa?
Non è facile. Anche perché oggi c'è un nesso pericoloso tra questione democratica e questione socio-economica.
Con la nomina sostanziale dei parlamentari abbiamo continuità governo-maggioranza, che rende possibile avere
24 voti di fiducia e 45 decreti in un anno. C'è un rapporto di comando del governo sulla maggioranza e del
premier sul governo che si traduce in una pressione formidabile sui soggetti sociali ed economici, compresa
l'informazione.
Anche per lei c'è un problema di libertà di stampa?
Io lo dico in un altro modo. Il problema è che, se c'è un presidente del Consiglio che in un giorno può
far passare qualsiasi cosa, si determina una situazione di ricattopermanente sulle parti sociali e sulla
stampa ...
(Scarica il testo completo dell'intervista nella sezione
DOCUMENTI)
Il sole 24 ore, 6 ottobre 2009 - Intervista di Fabrizio Forquet a Pierluigi Bersani
DISCORSO AI NUOVI ITALIANI
Ventisette milioni.
Tanti sono stati gli italiani che in un secolo se ne sono andati dall’Italia per cercar fortuna altrove.
Ventisette milioni di italiani.
Abbandonavano tutto: la loro terra, la loro casa, le loro famiglie. Percorrevano migliaia di chilometri,
attraversavano oceani, viaggiavano per giorni.
Inseguivano “La Merica”, cercavano il “Nuovomondo”. Sognavano un futuro migliore per sé e per i propri
figli.
Molti, moltissimi, partirono proprio da qui, da questi moli del porto di Genova.
Oggi i barconi dei disperati hanno come meta finale Lampedusa, le nostre coste. Ieri, i piroscafi con la terza
classe affollata all’inverosimile di uomini, donne, bambini e valigie di cartone avevano per destinazione
privilegiata New York.
Ma il loro carico veniva sbarcato due miglia prima: ad Ellis Island. Isola che faceva da frontiera. Luogo di
attesa. Di speranza. E di umiliazione. Di domande e sospetti, di visite e verifiche.
Quando sono stato a Ellis Island con la mia famiglia ho pensato che ogni Italiano di oggi dovrebbe passare
da lì per potersi specchiare negli occhi dei nostri nonni, in quelle foto ingiallite piene di orgoglio e di fierezza
ma anche di paura e miseria.
Per loro iniziava la fatica, non più solo fisica, di cercare un tetto sotto cui ripararsi e un lavoro per
cominciare a vivere di nuovo.
E’ passato un secolo, e oggi troppe volte fa comodo rileggere quella storia in modo distorto ...
(Scarica il testo completo nella sezione DOCUMENTI)
Genova, 6 ottobre 2009 - Dario Franceschini
DISCORSO AGLI EDUCATORI
Un ministro di questo governo, uno di quelli con il più alto indice di gradimento e di
esposizione mediatica, qualche giorno fa, parlando dal palco di una festa di partito,
si è lasciato andare ad una serie di pesanti e volgari insulti alle opposizioni.
Non è stata una sfuriata improvvisa, frutto, magari, di un incontrollato impeto di
rabbia. La cosa, era capitata già qualche giorno prima: stesso linguaggio, stesse
volgarità, stessi obiettivi.
Intervistato da un giornalista sul perché di tanta furia, il ministro della Funzione
Pubblica ha tranquillamente spiegato che se non avesse usato quel linguaggio, quel
tono e quello stile i giornali non si sarebbero accorti dei suoi ragionamenti e
non gli avrebbero dato spazio.
Devo confessare che questa giustificazione mi ha colpito anche più della volgarità.
Se questa è la società in cui viviamo, se il circuito che tiene assieme potere e
comunicazione si regge su queste regole, se un uomo delle istituzioni ritiene
inevitabile aderirvi, che senso ha parlare di educazione?
Educare a cosa?
Partiamo da qui ...
(Scarica il testo completo nella sezione DOCUMENTI)
Napoli, 4 ottobre 2009 - Dario Franceschini
UN PRESIDENTE CORRUTTORE
A fronte di una sentenza passata in giudicato, per cui gli sgherri del presidente del consiglio sono stati definitivamente
condannati per corruzione e lui se l'è cavata perché nelle more del giudizio, tra un condono e l'altro, non è stato possibile
giudicarlo, i giudici civili condannano la finanziaria di Berlusconi a risarcire i danni, arrecati dalla corruzione, alla CIR
di De Benedetti, per il "lodo Mondadori".
E non si tratta di roba da poco: 750 milioni di euro.
Nella sentenza di condanna si legge chiaro e netto che a Berlusconi è da attribuire la corresponsabilità della corruzione.
Davanti al consesso mondiale delle nazioni, i cittadini italiani da oggi possono esibire un vanto unico: un presidente del
consiglio condannato per corruzione, e che non pensa neanche lontanamente di dimettersi!
I leccapiedi a libro paga a questo punto però sono seriamente preoccupati: vuoi vedere che la pacchia sta per finire?
Loro si riempivano la pancia e lui si occupava di tutto.
La qualcosa ha una sua grottesca comicità,
perché mentre Berlusconi
non manca di occuparsi perfino del colore delle tendine sulle casette assegnate ai terremotati, quando si tratta del suo, gli
azzecca-garbugli al suo soldo, vorrebbero far credere che ingenti quantità dei suoi soldi venissero elargite a sua insaputa!
Che fa il paio con la pretesa di far credere che il povero caro fosse convinto che il pappone di turno gli spedisse fanciulle
illibate (come si diceva una volta) per allietare le sue serate, e non puttane prezzolate!
Con il ché uno sarebbe costretto a chiedersi se non ha a che fare con un ritardato mentale.
Per correre ai ripari i topi che affollano la nave in odore di naufragio, vorrebbero organizzare una bella manifestazione
popolare di sostegno all'amato presidente.
A parte la difficoltà di selezionare gli utili idioti e bloccare i contestatori,
la manifestazione prenderebbe le mosse da questa logica: una sudata laurea in giurisprudenza, una più o meno lunga esperienza
in magistratura, un mazzo terribile a studiarsi migliaia e migliaia di pagine di carte processuali, le sedute con il fior
fiore degli avvocati delle parti, la stesura meditata delle motivazioni della sentenza, tutto ciò perde qualsiasi valore di
fronte al giudizio divino della folla ignorante pronta a riempire le piazze al grido di: "per fortuna che Silvio c'è!".
Usque tandem? si chiedono quelli a cui è rimasto un minimo di raziocinio.
5 ottobre 2009 - Giancarlo
AVEVAMO PREVISTO TUTTO !
"Avevamo previsto tutto!" sostiene Berlusconi agli sbigottiti disgraziati siciliani, davanti
alle briciole delle loro abitazioni, dove ogni giorno giocavano una sorta di roulette russa,
senza saperlo.
Insorge il sindaco di Messina: a noi nessuno aveva detto niente, non avevamo il minimo
sospetto di quello che ci sarebbe capitato!
Non si sa se ridere o piangere. Naturalmente non si può che piangere al pensiero di tante
vittime innocenti!
Quello che spaventa di più è che il governo del paese è in mano ad un megalomane
in preda ad un delirio di onnipotenza,
che ormai ha perso ogni ritegno e ogni senso del ridicolo.
In un risibile tentativo di accreditare una efficienza smentita dai fatti, e che in Sicilia, con tutto
l'amore che si può avere per i siciliani e la loro terra, neanche un marziano si potrebbe
aspettare di trovare, è pronto a farsi beffe anche dei morti, senza tenere in alcun conto
l'intelligenza di chi è costretto ad ascoltarlo.
All'Aquila è successo perché i terremoti non si possono prevedere, qui perché si era previsto tutto.
Ultimo atto di un cervello in totale decomposizione, a riprova del grande amore per la
libertà di stampa, delle domande dei giornalisti se ne riparlerà un'altra volta!
5 ottobre 2009 - Giancarlo
RINNOVARE! RINNOVARE!! RINNOVARE!!!
Alla direzione del Partito Democratico chiedo:
"cosa deve argomentare il militante che, da volontario, si fa un mazzo non indifferente a
sensibilizzare l'opinione pubblica sulla inaccettabilità dello scudo fiscale, quando
qualcuno gli fa notare che la norma è stata approvata alla Camera grazie all'assenza di
22 deputati del PD?"
Non si può
certo ignorare l'effetto devastante che hanno sul qualunquismo della
gente questi episodi.
Se non si attua un rinnovamento radicale del nostro partito dovremo concludere che siamo qui
a "pettinare le bambole".
Tanto per cominciare non sarebbe il caso di divulgare la lista degli assenti con
l'indicazione, per ciascuno di loro, delle motivazioni per cui è stato costretto ad assentarsi?
Sappiamo solo che 11 erano malati (nella scorsa legislatura qualcuno per votare arrivava in barella)
e 2 erano in missione per la Camera (chissà se è il caso di approfondire di quale missione si tratta).
E gli altri 9?
Non mi piace neanche l'articolo sul sito nazionale del partito dove si parla di assenza "non determinante"
mentre sui giornali viene definita "determinante" perché l'approvazione è avvenuta con una maggioranza
di 20 voti.
Come al solito si tratta di due mezze verità perché, come ha fatto notare il Presidente Napolitano,
incalzato dai cittadini che oramai lo vedono come l'ultimo santo a cui votarsi: "se
io non la firmo, loro la ripresentano e io a quel punto sono costretto a firmarla".
Ma è possibile che quando si tratta di svolgere una opposizione autorevole, che metta in difficoltà la maggioranza,
non solo a parole, i deputati sono assenti? E che i dirigenti si nascondano dietro un dito per minimizzare,
con giochini di parole che ricordano da vicino quelli della maggioranza?
E possibile che in Italia l'unico che dica sempre pane al pane e vino al vino, e che
tenti di fare breccia nelle menti atrofizzate dei cittadini, sia il Capo dello Stato?
Rinnovare! Rinnovare! Rinnovare! se non vogliamo morire all'opposizione!
3 ottobre 2009 - Giancarlo
COMUNICAZIONE SULLA CONVENZIONE PROVINCIALE
PD DI MILANO
Cara democratica, caro democratico
ti alleghiamo il conteggio dei delegati per ciascun circolo e mozione a seguito del calcolo
definitivo effettuato dalla Commissione di Garanzia per il Congresso (ndr: vedi sotto i risultati
nominativi per il circolo di Paullo).
Ti chiediamo di contattare
direttamente i delegati eletti per informarli della Convenzione Provinciale che, come già
comunicato, si terrà domenica 4 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 13 presso la Sala della Provincia
in via Corridoni 16 a Milano: tale esigenza è motivata dalla mancanza delle liste dei delegati in
alcuni dei verbali pervenuti.
Vi preghiamo inoltre di informarci tempestivamente nel caso in cui,
in un Circolo, il calcolo assegni resti a mozioni che non hanno presentato la lista, così da
permetterci di procedere all'assegnazione presso un altro Circolo dove la lista è stata presentata.
Il metodo di calcolo in questione, così come indicato dal regolamento nazionale, prevede in primo
luogo l'assegnazione dei seggi in ogni circolo attribuendo a ciascuna lista di circolo tanti seggi
quanti quozienti naturali di circolo interi essa abbia conseguito in quel circolo.
Il quoziente di
circolo è dato dalla divisione tra la somma dei voti validamente espressi nel circolo e il numero
di seggi da assegnare nel circolo stesso. Gli eventuali seggi residui sono attribuiti alle liste
seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali del quoziente ottenuto da ciascuna lista
sino alla attribuzione di tutti i seggi spettanti al circolo. A tal fine le operazioni di calcolo
procedono a partire dal circolo con il minor numero di iscritti.
Nella assegnazione dei seggi non
si prendono più in considerazione le liste che abbiano già ottenuto tutti i seggi ad esse spettanti.
Al termine di tali operazioni, i seggi che eventualmente rimangono ancora da assegnare ad una
lista sono attributi alla lista stessa nei circoli ove essa abbia ottenuto i maggiori resti,
utilizzando per primi i resti che non abbiano già dato luogo alla attribuzione di seggi.
I seggi
spettanti a ciascuna lista di circolo vengono assegnati ai candidati in base all’ordine di
presentazione nella lista stessa.
Cogliamo inoltre l'occasione per informarvi sull'ordine dei lavori della Convenzione Provinciale di domenica 4 ottobre:
ore 9.00: Registrazione dei delegati ore 9.30: Apertura dei lavori. Comunicazione dei risultati dei Congressi di Circolo dell'area metropolitana milanese ore 9.45: Intervento del Segretario del PD Metropolitano Milanese Ezio Casati ore 10.30: Interventi dei rappresentanti delle tre mozioni congressuali ore 11.30: Sospensione dei lavori ore 12.30: Votazione della lista dei delegati alla Convenzione Nazionale dell'11 ottobre ore 13.00: Chiusura dei lavori
1 ottobre 2009 - Matteo Bianchi, Nora Radice
NEL CONSIGLIO COMUNALE DI PAULLO SIEDE UN GENIO E NESSUNO LO SA
Il capogruppo (sic) della lista “A sinistra per cambiare”, Giancarlo Broglia, nel consiglio comunale,
anche unico consigliere della lista, e probabilmente unico iscritto a Paullo di Rifondazione Comunista
(nel senso che è lecito chiedersi se a Paullo esistano iscritti
tra i 291 affezionati che hanno votato la lista, vista la popolarità di cui gode il leader), questo grande genio,
novello Davide contro il Golia della maggioranza, ha scoperto l'acqua calda.
Ma si sa le idee sono molto più forti dei numeri, specialmente quando sono
intelligenti.
Ha scoperto, udite, udite, che durante questo periodo di crisi le aziende posticipano gli investimenti,
sopratutto quelli nella grande distribuzione.
Condivide questa sua grande scoperta con il quotidiano "Il Cittadino" di Lodi.
Ragazzi vi siamo veramente
molto grati, se non ci foste voi, con il vostro singolare acume, come faremmo a renderci conto
di queste lapalissiane verità?
1 ottobre 2009 - Giancarlo
A MARGINE DEL VOTO DI FIDUCIA SULLO SCUDO FISCALE
Due brevi note a margine del voto.
Alla Camera, i deputati della destra, ormai compenetrati nel ruolo di “pupi” a loro assegnato
dal “puparo” Berlusconi, al 25° voto di fiducia, non hanno neanche più la faccia di evocare le
fiducie del precedente governo Prodi.
La seconda osservazione riguarda il caso umano rappresentato dall’on. legaiolo Luciano Dussin.
Sorvolando sul merito delle sue deliranti contestazioni, secondo la sua mentina (riferimento
alle dimensioni del contenuto della sua scatola cranica) un provvedimento governativo trae la
sua validità dalla supposta scarsa credibilità di chi lo contesta, nel senso che si può proporre
qualsiasi castroneria se si ritiene che l’avversario non abbia i titoli per contestarla.
Questi geni della lega ci lasciano senza parole!
1 ottobre 2009 - Giancarlo
BUS BLINDATI PER GLI IMMIGRATI
I bus blindati per gli immigrati? Una misura incivile che evoca gli “squadroni” punitivi dei
regimi militari sudamericani. Dovrebbero garantire la sicurezza dei passeggeri nelle zone
pericolose in realtà compiono retate dei senza documenti.
Risultato: identificano solo
qualche disperato senza permesso di soggiorno. E questa sarebbe la politica per la sicurezza
della Moratti e di De Corato?.
Così Ezio Casati, segretario metropolitano del PD di Milano,
commenta la task-force della Polizia locale di Milano a tutela del trasporto pubblico.
E’ molto grave - dichiara il segretario milanese PD Casati - che il sindaco Moratti e il
vicesindaco De Corato pensino al tema sicurezza in questi termini. Non esistono, da parte
del Comune, interventi per le case occupate, non si attacca la mafia (addirittura la
maggioranza di Palazzo Marino respinge la commissione antimafia), non si colpiscono il
traffico di droga e il racket della prostituzione, però si da vita a queste dimostrazioni
muscolari!
Questa - conclude il segretario PD - è una sicurezza forte con i deboli e debole con i forti.
Devo assolutamente bocciare la Moratti e De Corato.
Al vicesindaco piace nuotare dove
l’acqua è bassa: facendo leva sulle paure e le insicurezze di Milano spettacolarizza la
sicurezza. Tutto questo ha effetti pericolosi e non risolve i problemi, in una fase dove
non c’è nemmeno il comandante.
La Milano dell’accoglienza e della solidarietà, in grado di
coniugare ciò con la sicurezza dei cittadini, deve reagire. La Moratti intervenga, non si
possono sventolare valori e dare vita a queste barbarie, no alla Milano chiusa in sé stessa,
spaventata, cieca e sorda, sì ad una Milano sicura e aperta.
30 settembre 2009 - Ezio Casati
IL FURBETTO DEL GOVERNINO
L’ultima vergogna del governo, lo scudo fiscale, non raccoglie
solo le reazioni indignate del nostro partito ma anche la severa riprovazione
del settimanale dei cattolici: Famiglia Cristiana.
Riportiamo alcuni passi dell’articolo dal titolo significativo, TREMONTI FA IL FILOSOFO
MA POI PREMIA I TRUFFATORI, che può risultare molto istruttivo leggere per intero (vedi la sezione
ECONOMIA E LAVORO).
“Lo scudo fiscale, un regalo agli evasori, porterà pochi soldi nelle casse dello Stato e molti in
quelle delle banche che il ministro Giulio Tremonti accusa di strangolare l’economia reale.
Se Obama riuscirà a metter pace tra israeliani e palestinesi, potremo forse affidargli un’ancor più
complessa missione diplomatica: riconciliare Giulio con Tremonti, il moralista con il manovratore di
scudi fiscali, il fustigatore della mala finanza con il ministro più amato da evasori, truffatori e
falsificatori di bilanci aziendali. Le due metà dell’inquieto mondo tremontiano, il filosofo
dell’economia e il furbetto del governino, sono in guerra e divise da un astio che la pratica del
potere non placa, anzi, di giorno in giorno accentua.”
Famiglia Cristiana non usa mezzi termini e la conferma la si trova nel resto dell’articolo.
Tuttavia c’è un dettaglio che ho letto con estrema soddisfazione: Tremonti viene definito, a parte
“il ministro più amato da evasori, truffatori e falsificatori di bilanci aziendali”, con cui già
non si va leggeri, “il furbetto del governino”.
Quello che Berlusconi pretende di far passare per il miglior governo della storia
nazionale, viene definito “governino” dal settimanale del mondo cattolico.
In termini pratici questo significa che Berlusconi ha chiuso.
È solo una questione di tempo, del
resto abbiamo già visto qualche topo previdente abbandonare la nave.
Solo un megalomane senza cervello può pensare di governare in Italia, inimicandosi irrimediabilmente
un organo di informazione cattolico, la rivista italiana più letta, distribuita dai parroci di
tutte le parrocchie. E solo gli sprovveduti possono pensare che il pensiero degli articolisti di Famiglia Cristiana non sia ispirato dalle gerarchie ecclesiastiche, che nel frattempo si muovono
con la diplomazia che ha alle spalle oltre 2000 anni di esperienza.
30 settembre 2009 - Giancarlo
DISCORSO AI VOLONTARI
Milano, 28 settembre 2009
Abbiamo detto tante volte che vogliamo costruire un partito nuovo e aperto.
Un partito che corrisponda, non solo nella rappresentanza, ma nella sua essenza e nel suo modo di essere, alla società italiana.
Allora è giusto ripartire da qui.
Dall’incontro con le persone, con quei pezzi d’Italia a cui vogliamo parlare e a cui vogliamo dare voce.
Perché il Pd che costruiamo sia davvero il loro partito.
Comincio questo viaggio dalla Stazione Centrale di Milano.
Comincio incontrando voi, il mondo della solidarietà, della cooperazione sociale, del volontariato,
del terzo settore, del non profit, dell’associazionismo che rappresenta il tessuto connettivo più robusto
e vitale del nostro paese.
Si tratta di una realtà che vive lontana dai riflettori. Che lavora quotidianamente nelle pieghe più nascoste
della società. Che si occupa e si prende cura di ciò che spesso il potere pubblico trascura ... .
(Scarica il testo completo nella sezione DOCUMENTI)
29 settembre 2009 - Dario Franceschini
IL GOVERNO VUOLE “IRRORARE” SANZIONI AI GIORNALISTI DELLA TV DI STATO
Se sostengo che il governo è composto da nullità, non esagero, quotidianamente i suoi componenti ne danno
prova.
L’ultimo esempio eclatante è il vice ministro
Paolo Romani che, delegato alle Comunicazioni, non è
neanche in grado di parlare italiano.
In un’intervista alla TV di stato, trasmessa nei telegiornali delle
12.30 sul DUE e alle 13.00 sull’UNO di oggi, ha rivendicato il diritto del governo di “irrorare” sanzioni.
La trasmissione del vistoso strafalcione, per gli altri membri del governo preciso che le sanzioni si
“erogano”, la dice lunga anche sull’ignoranza dei giornalisti che hanno mandato in onda l’intervista,
visto che sembra altamente improbabile che dalle due reti RAI, notoriamente covi di leccapiedi governativi,
si volesse fare uno sgarbo a Paolo Romani.
Un’altra riflessione si impone: il lapsus evidenzia pienamente il sogno del governo.
Una pioggia di
sanzioni che irrora la stampa italiana ogni volta che si discosta dalle direttive governative o, peggio
ancora, mette in dubbio la fortuna dell’Italia di avere in questo momento il migliore capo di governo
della sua storia.
Poveri Einaudi, De Gasperi e altri degni e colti successori,
oggi ancora una volta si rivoltano
disperatamente nelle tombe!
29 settembre 2009 - Giancarlo
Consiglio Comunale - 25 settembre 2009 INTERVENTO SULL'AFGHANISTAN A SEGUITO DELLA MORTE DEI MILITARI ITALIANI
Signor Sindaco, Colleghi Consiglieri,
Quando accadono eventi così drammatici come la morte di sei soldati italiani, il Paese ha il dovere di
stringersi attorno alle famiglie dei caduti e alle nostre forze armate e di dare il senso di una profonda
condivisione della sofferenza.
Tutti noi abbiamo il dovere di rendere omaggio ai nostri militari che hanno pagato con la vita la
partecipazione ad una missione difficile e importante, ed è bene che anche dal Consiglio Comunale di Paullo
si alzi una voce in questo senso.
Possiamo cogliere l'occasione anche per fare qualche riflessione in più. Ogni volta che l’Italia è colpita da un
lutto viene spontaneo chiedersi se sia giusto che i nostri soldati mettano in gioco la loro vita in una missione
in un altro paese.
Io credo che in linea di principio sia giusto. In un mondo globalizzato, interdipendente, dove ciò che accade a
migliaia e migliaia di km da noi può avere ripercussioni immediate nel nostro quotidiano, ogni singolo paese
ha il dovere di concorrere alla stabilità e alla sicurezza del pianeta, perché è in questo modo che può
garantire stabilità e sicurezza anche per i propri cittadini.
Ancora sui quotidiani di oggi era riportata la notizia di un attacco terroristico sventato alla metropolitana di
New York da parte di una cellula di Al Qaeda.
Quello che si fatica a capire e che non fa bene in primis alle nostre forze armate in Afghanistan – perché le
espone a ulteriori e maggiori rischi - è la confusione di posizioni che si è subito materializzata tra le fila del
governo Berlusconi, all'indomani della morte dei nostri connazionali.
Posizioni diverse, lo dico con franchezza, che sarebbero anche da valutare con attenzione se servissero ad
aprire nel Paese e con i nostri alleati, in modo trasparente ed allargato al contributo delle forze di opposizione
per la ricerca di una posizione forte perché condivisa, un ragionamento circa il senso e i risultati ottenuti con
la strategia fino ad oggi messa in campo in quell'area. Cosa che sta accadendo nei maggiori paesi europei ed
anche negli Stati Uniti con Obama, ma non in Italia.
Invece l'impressione che si ha è che le voci che si sono alzate nella compagine di governo per il ritiro
immediato del nostro contingente in Afghanistan – e qualcuno si è spinto anche più in là, proponendo il ritiro
anche dalle missioni nei Balcani e in Libano/Israele – si siano levate con l'intenzione di cavalcare, senza
scrupoli e senso di responsabilità, un sentimento pur profondo e giustificato di sofferenza dei nostri
concittadini tutti. Tant'è vero che la questione è stata poi subito ritirata.
In Afghanistan è giusto rimanere, ancor più oggi che larga parte del paese è sotto l'offensiva delle milizie
talebane. Occorre tuttavia ridiscutere la strategia politico-diplomatica di intervento e sostegno della
popolazione civile.
Occorre abbandonare da subito la strategia dei bombardamenti. L'uso della forza può rovesciare feroci
regimi ma difficilmente può costruire la pace.
Occorre cessare i bombardamenti non solo per non mettere più a repentaglio la vita dei nostri soldati, ma
perché seminare morte e dolore nella popolazione civile non serve a sconfiggere i talebani, toglie credibilità
alla comunità internazionale e compromette lo sforzo di dare all'Afghanistan stabilità, pace e democrazia.
C'è oggi sul tavolo la proposta di una conferenza internazionale di pace, avanzata da Francia, Inghilterra e
Germania. Una proposta che riprende e rilancia quella avanzata qualche anno fa dal Governo Prodi ma che
era caduta nel vuoto al tempo di Bush e dell'unilateralismo della sua politica estera.
Il nostro governo non si è ancora associato a questa richiesta sebbene le condizioni politiche generali siano
oggi profondamente diverse, grazie al rilancio delle relazioni internazionali che contraddistingue il nuovo
corso degli Stati Uniti di Barack Obama, da cui può emergere un rilancio del ruolo e dell'efficacia delle
Nazioni Unite.
La conferenza internazionale di pace rappresenta un'occasione preziosa per ricostruire una politica estera
condivisa a livello europeo, dopo le lacerazioni prodotte dalla guerra in Iraq, e per inserirsi con proposte che
rendano visibili agli occhi del mondo il significato e la concretezza dell'intervento dell'Italia e dell'Occidente.
Occorre accelerare la transizione politica, rafforzare l'autorevolezza delle istituzioni democratiche afgane,
coinvolgere paesi come Cina, India, Pakistan, Iran perché è quanto mai evidente che la stabilizzazione
dell'Afghanistan passa attraverso la capacità di mettere in movimento e di costruire un dialogo con un'area
ben più vasta.
Occorre investire in cooperazione economica, aiutando l'Afghanistan a superare la dipendenza dalla coltura
dell'oppio, e in aiuti alla società afgana per alleviare le difficoltà e perché si prosciughino al contempo quei
serbatoi di odio e rancore da cui attingono i terroristi di Al Qaeda, i talebani e i signori delle guerra.
Occorre, a questo riguardo, prendere coscienza dello spaventoso problema di giustizia globale perché questo
è questo il terreno fertile a cui si rivolge l'appello di Bin Laden alle masse diseredate dei paesi islamici,
facendo leva sul messaggio religioso.
La mera condanna del fanatismo non porta lontano. Il problema è piuttosto comprendere come queste parole
possano far breccia in moltitudini esasperate da decenni di frustrazioni, di umiliazioni, di sconfitte percepite
come offese subite dall'islam in genere. E in tutto ciò si muove sullo sfondo la mancata risoluzione del
conflitto tra Israele e Palestina.
E' tempo di investire in diplomazia, in relazioni internazionali, di andare alla radice dei conflitti.
Questo è quello che credo fortemente andrebbe fatto. Lo dice il partito di cui faccio parte, il Partito
Democratico, e lo dicono con forza anche altre formazioni dello schieramento di centrosinistra.
Ma lasciatemi una battuta in conclusione. A meno che non sia l'evoluzione del quadro internazionale a
determinarlo, non credo che un'azione politica autorevole di questo tipo possa essere promossa dal governo
di chi fino ad oggi ha teorizzato la superiorità della politica estera dei sorrisi e delle pacche sulle spalle che,
si sappia, da sola non paga, nemmeno quando ci si rimette acriticamente e irresponsabilmente alla volontà di
altre potenze, cui si delega ogni potere decisionale (vedi Iraq).
28 settembre 2009 - Filippo Salmoiraghi
Capogruppo Per la città di Paullo in Consiglio Comunale
Segretario PD Paullo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE PER IL CONGRESSO
Care democratiche,cari democratici,
Ti informiamo che la convenzione provinciale alla quale dovranno partecipare i delegati
Eletti durante i congressi di circolo si terrà DOMENICA 4 OTTOBRE dalle ore 9.30
alle 13.00 presso la sala della Provincia in Via Corridoni.
Nella giornata di giovedì 1 ottobre vi invieremo comunicazione sui delegati per ciascuna
mozione, assegnati al tuo circolo in base ai risultati di tutti i congressi svolti nella
nostra Federazione Metropolitana dalla Commissione di garanzia per il congresso.
Cari saluti.
Per la Commissione per il congresso Nora Radice
28 settembre 2009
TITOLO DI VANTO PER L'ITALIA IL LARGHISSIMO SOSTEGNO DELLE FORZE POLITICHE ALLE MISSIONI DI PACE
A fronte di uno sproloquio delirante di Berlusconi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
rispondendo all'on. Pier Ferdinando Casini, che ne aveva sollecitato l'intervento, ha rilasciato la
seguente dichiarazione:
"All'onorevole Casini posso confermare che nei miei, anche recenti, incontri con Capi di Stato e di
governo e con rappresentanti della comunità internazionale, ho sempre messo in luce l'importanza
del larghissimo sostegno dell'opinione pubblica e delle forze politiche all'impegno di militari
italiani in missioni di pace all'estero.
Questo sostegno, di cui sono state parte integrante le forze
fondamentali dell'opposizione - anche in occasione di importanti votazioni in Parlamento - si è
tradotto in generale commosso e rispettoso omaggio, da ultimo, ai sei nostri caduti in Afganistan
e in affettuosa, solidale vicinanza alle loro famiglie.
E' questo un titolo di vanto per l'Italia, che ho sempre prospettato ai miei interlocutori stranieri,
in piena sintonia con i responsabili della politica estera del governo partecipanti agli incontri da me tenuti.
E si tratta di un dato rilevante e importante, che non può essere scalfito da episodi di becera e indegna contestazione
ai quali non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo".
Mentre il PD si era astenuto da qualsiasi
manifestazione che potesse apparire come una speculazione politica,
sulla becera e indegna contestazione a cui non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo,
Berlusconi mette in scena un'altrettanto becera e indegna pagliacciata, senza
alcun rispetto per i caduti appena sepolti, tra fragorosi applausi di
decerebrati, pronti a prendere per oro colato qualsiasi idiozia.
Questo è lo spessore morale del nostro capo del
governo!
28 settembre 2009 - Giancarlo
L'AMBIENTALISMO
DEL FARE
La Lombardia deve saper indicare la via maestra per coniugare e saldare indissolubilmente ambiente
ed impresa a partire dalla ricerca tecnologica e dallo sviluppo delle energie rinnovabili.
La nostra regione può e deve diventare il punto di riferimento, a livello nazionale ed europeo, di
politiche ispirate al modello di “green economy” che gli Stati Uniti in primis hanno posto al
centro del proprio programma di governo. L’ambientalismo del fare, dunque, deve superare le politiche dei no preconcetti e spesso
ingiustificati che, per molti anni, hanno rappresentato un freno alla crescita del movimento
ambientalista. 1) La qualità dell’aria ed una mobilità pubblica efficiente sono un diritto inalienabile per i
cittadini e lo sono ancora di più per le categorie più deboli e meno rappresentate: i bambini e
gli anziani. 2) La difesa del territorio è un nostro preciso dovere e il consumo indiscriminato del suolo è un
fenomeno che rischia di assumere proporzioni gigantesche, avendo già da tempo superato il limite
della sostenibilità. Le politiche urbanistiche devono mettere al centro la qualità del vivere e
non la quantità edificabile. 3) Il recupero del patrimonio edilizio, favorendo l’accesso alla casa a prezzi equi, puntando su
una riqualificazione urbanistica dei centri abitati ed al
recupero dell’efficienza energetica a
cominciare dagli edifici pubblici, in questo modo sarà possibile ridurre significativamente il
fabbisogno energetico del paese. 4) L’efficienza energetica e l’uso di energie rinnovabili sono un binomio vincente che deve
essere al centro di campagne politiche e di informazione promosse dal Partito Democratico.
E’ dalla Lombardia, dalla nostra regione, che deve partire il messaggio che più importante:
l’ambiente deve diventare il motore di una ripresa dell’economia per uscire da una crisi che
diventa più pesante là dove ci si trovi di fronte a prodotti maturi ed a cicli di produzione
ormai vecchi ed obsoleti.
A poco più di 100km da Milano, la Fiat ha dimostrato come, scegliendo la strada della
innovazione, si può arrivare all’obiettivo (impensabile solo qualche anno fa) di presentarsi
negli Stati Uniti come leader del settore; molte aziende, nella nostra regione, hanno seguito
lo stesso percorso e sono, ad oggi, all’avanguardia.
Queste sono le strade da imboccare se si vuole guardare al futuro, evitando scorciatoie
pericolose ed inaccettabili come il ritorno al nucleare di vecchia concezione:
il Partito
Democratico deve, molto più di quanto abbia fatto sino ad oggi, sapersi rapportare con il
nostro territorio come interlocutore autorevole e credibile, deve saper promuovere quindi
il vero concetto di ambiente, l’ambientalismo del fare.
28 settembre 2009
I° CONGRESSO DEL PARTITO DEMOCRATICO A PAULLO
PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE
Inizio: ore 20.30 - Termine: ore 23.30
Sala piena
ELEZIONE DELEGATI CONVENZIONE PROVINCIALE
BERSANI PIERLUIGI: 66,7 %
DEMOCRATICI LOMBARDI PER BERSANI: 25,4 %
FRANCESCHINI DARIO: 27,4 %
LIBERIAMO IL FUTURO CON FRANCESCHINI: 17,6 %
MARINO IGNAZIO: 5,9 %
IGNAZIO MARINO SEGRETARIO: 3,9 %
SCHEDE NULLE E BIANCHE: 0
VOTANTI: 75 % DEI TESSERATI
DELEGATI ELETTI:
DEMOCRATICI LOMBARDI PER BERSANI:
CLAUDIO MAZZOLA
MARTA BATTIONI
FEDERICO LORENZINI
ISABELLA GIANNINI
LIBERIAMO IL FUTURO CON FRANCESCHINI:
FILIPPO SALMOIRAGHI
ELEZIONE SEGRETARIO REGIONALE
MARTINA MAURIZIO: 74,5 %
FIANO EMANUELE: 13,7 %
ANGIOLINI VITTORIO: 9,8 %
SCHEDE NULLE: 0
SCHEDE BIANCHE: 2 %
VOTANTI: 75% DEI TESSERATI
24 settembre 2009
TIFOSO
La più eclatante mistificazione del termine “sportivo” è il termine “tifoso”, nonostante il più delle volte
chi si qualifica come tifoso si dichiari anche sportivo. Ma non solo nella maggior parte dei casi il
tifoso
non pratica nessuno sport, ma il suo tifo quasi sempre è una dedizione assolutamente cieca alla squadra che
ha scelto in base a valutazioni che nulla hanno di logico e ponderato.
Non è un caso perciò che Berlusconi, il grande mistificatore, ci vorrebbe tutti
tifosi della sua squadra. E
chi non è tifoso del suo operato è ovviamente “antiitaliano”.
24 settembre 2009 - Giancarlo
PD, INTERVISTA A MIRABELLI SU AFFARITALIANI.IT
Franco Mirabelli, coordinatore
regionale della mozione Franceschini, sceglie Affaritaliani.it per lanciare una proposta al Pd: "Basta con
le dietrologie su Casati. L'elezione del segretario provinciale deve avvenire a giugno perché bisogna
discutere il prima possibile delle regionali. E proprio i sostenitori della Bersani dovrebbero impegnarsi
in questo senso. Altrimenti, si mettano d'accordo con se stessi". Coordinatore Mirabelli, Fiano ha proposto di posticipare l'elezione della segreteria provinciale a giugno.
Da parte della mozione Bersani, si vuole un'accelerazione.
Bisogna ristabilire la verità. Non è che la mozione Bersani è protagonista di alcunché. Ci sono delle regole,
che prevedono che il segretario provinciale venga eletto con le primarie. In secondo luogo è vero che c'è la
possibilità di scegliere tra due finestre per eleggere il segretario provinciale e i coordinamenti dei circoli.
Una è subito dopo le primarie nazionali a novembre, l'altra è a giugno. Queste sono le regole. Io credo che
si debba attentamente valutare se è il caso che dopo il congresso nazionale e dopo le primare del 25 ottobre,
per i quali noi siamo mobilitati in una discussione purtroppo tutta interna, sia il caso - visto che le
elezioni regionali sono il 22 marzo - di impegnare il partito fino a Natale anche per il segretario
provinciale. La mia opinione è che prima di tutto la cosa più importante da fare sono le elezioni regionali. Ma la decisione non era stata già presa?
Sì: abbiamo stabilito che il congresso per il provinciale si fa a novembre. Perché avevate deciso all'unanimità, e perché adesso cambiate idea?
Perché non si sapeva il giorno delle elezioni regionali. Questo è il punto. E non si sapeva neanche che
saremmo arrivati a questo punto senza aver definito nepure il candidato. Insomma, il messaggio di Mirabelli è chiaro: basta guardarsi l'ombelico.
Io mi chiedo: ha senso che di fronte alle esigenze politiche che abbiamo reimpegnare il partito in un
dibattito che rischia di logorare il nostro corpo iscritti? Che rischia di dare un messaggio all'opinione
pubblica di disimpegno nei confronti dei problemi reali? E' un ragionamento che dobbiamo fare pacatamente.
E che dovrebbero fare pacatamente proprio gli esponenti della mozione Bersani, che paradossalmente oggi
rivendicano le primarie subito, a novembre, per il segretario provinciale. Ma che sono gli stessi che
presentando la loro mozione al congresso dicevano che sono una perdita di tempo, che non bisogna farle. Si
mettano d'accordo con loro stessi. Io penso che le primarie servano, si faranno per il segretario di
federazione perché questo dice lo statuto vigente. Non c'è un problema Casati, non Casati. Si dice che Fiano gli stia facendo un favore...
Ma non scherziamo. Non facciamo dietrologie. Perché, non si può candidare alle regionali se a marzo
non sarà lui il segretario provinciale? O viceversa, se rimane tale non può entrare in consiglio
regionale? Mi pare una stupidaggine. Il punto è se noi ci rimettiamo tra un mese e mezzo a parlare
di noi oppure se vogliamo fare politica. Ad oggi le primarie sono fissate per novembre. Se non ci
sono le condizioni per cambiare questa decisione si faranno a novembre. Dopodiché ognuno si
prenderà le sue responsabilità. Torniamo alle Regionali. Il centrodestra ha deciso da mesi per Formigoni. Nel Pd, invece, non si vede
l'ombra di una candidatura. Ma almeno ne state discutendo?
Io penso che non ci sia una discussione in corso, perché se ci fosse i gruppi dirigenti sarebbero
coinvolti e non mi risulta. Io l'ho già detto: noi dobbiamo accelerare su questo. Bisogna mettere i
soggetti che vanno a congresso intorno a un tavolo, da qui al 25 ottobre, per scegliere il candidato. Poi
ognuno dica come deve essere scelto: secondo me bisogna fare le primarie di coalizione... Anche Penati la pensa alla stessa maniera.
Bene. Quando le facciamo però? Mica possiamo farle a febbraio, bisognerà farle a novembre. E quindi non
si può fare la consultazione per il segretario provinciale. Si torna al discorso di prima. I primi risultati per la Franceschini non sono incoraggianti. Partita finita?
No. E' apertissima per le primarie. E anche nel partito i risultati saranno diversi, alla fine. Tanto
clamore per i risultati di Milano dove alla fine hanno votato una decina di circoli su 165! Un risultato
segnato dal risultato della XV Martiri, dove 100 hanno votato per la Bersani e 60 per la Marino. Se
isoliamo i congressi della Provincia abbiamo il 40 percento. Usciremo da queste convenzioni dei circoli
con un risultato dalla forbice molto più stretta. Poi non è detto che l'esito delle primarie sia uguale
a quello dei circoli.
24 settembre 2009 - Intervista di Fabio Massa
SEGRETERIA REGIONALE LOMBARDA:
CANDIDATURA FIANO
Se anche tu pensi che nulla vada concesso ad una destra
incapace e pericolosa, e che dovere dei democratici sia
alzarsi e impegnarsi in prima persona.
Se anche tu pensi che, per farlo, occorra un Partito capace
di unire iscritti e elettori, valorizzando i primi e
coinvolgendo costantemente i secondi; che sia presente sul
territorio e nelle Istituzioni in modo coerente, trasparente
e partecipato; che faccia dell'autonomia locale una vera
risorsa e non una semplice enunciazione.
Se anche tu pensi che, per tornare a vincere non bastino
“le buone politiche” ma serva, soprattutto, una grande
politica, fatta di idee forza, valori condivisi e programmi
concreti, capace di unire diritti individuali e garanzie
sociali, persona e bene comune, opportunità e merito,
responsabilità e legalità.
Se anche tu pensi che le grandi culture democratiche e
progressiste che hanno fatto dell'Italia, dalla Liberazione
ad oggi, un paese avanzato e civile, debbano superare
divisioni e appartenenze e generare un nuova stagione
“semplicemente” democratica, senza riserve e postille,
capace di reinterpretare e rilanciare lo spirito unitario e
vincente de L'Ulivo.
Se anche tu pensi che le nostre parole vincenti siano futuro
e non passato, partecipazione e non casta, responsabilità
e non disimpegno, passione e non rassegnazione, vittoria e
non sconfitta.
Se anche tu pensi così, nella sezione
APPUNTAMENTI
del sito trovi le indicazioni
per come votare al Congresso del tuo Circolo e costruire
finalmente, adesso e insieme, un grande Partito Democratico,
capace di vincere e cambiare l'Italia e la Lombardia.
23 settembre 2009 - Emanuele Fiano
COMMENTO ALLA LETTERA DI FRANCESCHINI
Chi può dargli torto? Dare rilievo all'immagine non è forse mettersi sullo stesso piano degli avversari?
23 settembre 2009 - Giancarlo
LETTERA APERTA DI DARIO FRANCESCHINI
Roma, 22 settembre 2009
Cari Pierluigi e Ignazio,
Da diversi giorni mi arrivano messaggi da iscritti ed elettori di tutte le regioni italiane che lamentano
l’affissione di manifesti in spazi a pagamento a sostegno della candidatura di Pierluigi.
Sono lamentele a mio avviso giustificate.
I partiti provinciali e i Circoli vivono , come sapete, tra mille difficoltà finanziarie e capiscono a
fatica perché vengono impiegate risorse e costosissimi spazi pubblicitari per la competizione tra noi,
anziché essere utilizzati per il partito o per contrastare le scelte del governo. Anche per questo la
Commissione congressuale ha previsto un tetto di spesa per i candidati.
Per altro penso che gli iscritti e gli elettori siano in grado di fare le loro libere scelte ascoltandoci
nei dibattiti o nelle presentazioni delle diverse mozioni nei Circoli, senza bisogno di vedere le nostre
facce, che conoscono bene, sui muri o alle fermate degli autobus…
Ancora molti giorni ci separano dalle primarie. Per questo vi propongo una “autoregolamentazione” tra noi
candidati che preveda di bloccare tutte le forme di pubblicità personale a pagamento in spazi pubblicitari
sui muri, nelle tv e sui giornali.
In un momento di crisi del paese, con famiglie e lavoratori in difficoltà e con i Circoli del Pd che
vorrebbero risorse per le loro sedi e le loro attività, è meglio una competizione tra di noi basata sulla
qualità delle proposte politiche piuttosto che su costosissime campagne personali a pagamento.
Sarebbe importante, credo, se facessimo tutti insieme la scelta che vi propongo con questa lettera.
Dario
23 settembre 2009 - Dario Franceschini
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA LIBERTÀ DI STAMPA
Carissimi, come sapete, in seguito al grave attentato avvenuto in Afghanistan la scorsa settimana, nel quale hanno perso
la vita sei militari italiani, la Federazione nazionale della stampa italiana ha posticipato a
sabato 3 ottobre
la manifestazione nazionale in difesa della libertà di informazione e di stampa, che si terrà in piazza del
Popolo a Roma a partire dalle ore 16 e a cui anche il PD nazionale aderisce.
Per coloro che fossero interessati a partecipare alla manifestazione di Roma, il PD di Milano è disponibile a
organizzare uno o più pullman, qualora le adesioni raccolte fossero sufficienti. Preghiamo quindi i coordinatori
di circolo di verificare nei propri circoli le eventuali disponibilità.
Per organizzare al meglio la trasferta, le adesioni di partecipazione, comprensive di un recapito telefonico,
dovranno pervenire al seguente indirizzo: paola.giudiceandrea@pdmilano.org entro e non oltre le ore 12.00 di
martedì 29 settembre
23 settembre 2009 - Paola Zerbini
IL DECLINO DELL'IDEOLOGIA
Quando si parla di ideologie, sembra
naturale riferirsi a quelle che hanno improntato
il corso del XX secolo: il nazionalsocialismo e
il comunismo. Nel XXI secolo si sta affermando
l’ideologia del “nazislamismo” con cellule in tutto il mondo.
Tuttavia, fonti di ideologie sono
anche i pregiudizi acritici, la superstizione, le
convinzioni popolari o l’opinione pubblica, ossia
ciò che produce una visione mistificata della realtà.
Le armi di distrazione di massa che
distolgono l’attenzione dai problemi reali dei
cittadini concorrono a determinare questo processo di distorsione ideologica.
Nei regimi dittatoriali che si
reggono sulle ideologie, i cosiddetti dissidenti
contribuiscono a risvegliare e a tenere desta
nell’opinione pubblica la consapevolezza che è
possibile una realtà diversa, ispirata a libertà e democrazia.
Nella nostra società è opportuno far
emergere quei segnali che ci suggeriscono di
correre ai ripari prima che sia troppo tardi:
imbavagliamento della stampa, intimidazioni,
limitazione ai pm, blocco delle intercettazioni
ecc. Nell’interesse del nostro Paese, siamo
chiamati a impedire la costruzione di una realtà
mistificata ad uso di persuasori occulti ...
Articolo scritto nell’agosto-settembre 2009. Si trova in download
nella sezione Interculturalità del sito Internet:
www.gigliolazanetti.eu.
21 settembre 2009 - Gigliola Zanetti
Gigliola Zanetti è sostenitrice della mozione Franceschini
ALTRI MORTI DA RICORDARE
Sei militari della missione “di pace” in Afganistan sono stati uccisi durante un attentato suicida.
I sei giovani stavano svolgendo il loro lavoro, lavoro che prevede la possibilità di attentati e di
scontri armati con esiti anche letali. I militari sono addestrati per fronteggiare queste situazioni,
ma sanno benissimo che l’esito letale è una componente del loro lavoro.
A questi lavoratori lo stato riserva il lutto nazionale, i funerali di stato e quant’altro, con
abbondante condimento di lacrime di coccodrillo.
Nello stesso tempo in Italia, molto, ma molto più numerosi, muoiono altri lavoratori per i quali
l’esito letale non è pensabile e dovrebbe avere la stessa probabilità di essere colpiti da un vaso
di fiori caduto da un balcone. Questi lavoratori muoiono a causa delle criminali inadempienze dei
loro datori di lavoro, spesso favorita dall’ignavia o dalle leggerezze degli stessi lavoratori.
Per questi lavoratori nessun lutto nazionale, niente funerali di stato, ma desiderio di dimenticare
il più rapidamente possibile, sacrificando queste vite umane sull’altare della sopravvivenza di aziende
scalcagnate che poi vengono vendute come il fiore all’occhiello del miracolo economico italiano. Domani ricordiamo anche questi morti.
20 settembre 2009 - Marco
LETTERA APERTA DI IGNAZIO MARINO
Cara iscritta, caro iscritto, sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle
correnti e dalle appartenenze passate.
Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito,
per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora
identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne.
Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel
rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.
Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla
con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di
solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l’immigrazione; si alle unioni
civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si
all’energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti
con primarie e collegi uninominali.
È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che
serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito.
Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un’esperienza politica molto più lunga della
mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di
governo già nel secolo scorso.
Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da
dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di
confrontarsi solo dopo l’11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più
rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congrecolspan=2ircoli o quando tutto è
finito?
Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra colspan=2e sul territorio, considera iscritti e circoli
i veri “capi” dell’ucolspan=2ente che vorrei: la corrente dei circolcolspan=2 invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e
colspan=2e preferite.
Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il
significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti
italiani che non fanno ancora parte del nostro PD.
È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di
rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l’Italia.
19 settembre 2009 - Ignazio R. Marino
FICTION
Martedì Canale 5, con una fiction, ha avuto quasi il 30% in più di audience rispetto a Vespa.
Tra due fiction il pubblico ha scelto la meno becera !!!
17 settembre 2009 - Alberto
CANDIDATURA MARTINA PD LOMBARDIA
Cara amica, caro amico, stiamo entrando in qrni nel vivo delle assemblee congressuali dei nostri
circoli la
Lombardia. Saranno non solo occasioni importanti per votare e scegliere delle p, soprattutto,
per discutere e confrontarsi sul futuro del Partito Democratico e del Paese.
Abbiamo l’occasione di far compiere al PD un salto di qualità. Dopo i primi venti mesi di lavoro
possiamo produrre il giusto cambio di passo che ci si aspetta da noi, per essere
più credibili, più
forti, più riconosciuti.
Ha detto bene Pierluigi Bersani: dobbiamo poggiare su basi più solide il nostro lavoro. Dobbiamo
definire a chiare lettere chi siamo e chi vogliamo rappresentare. Dobbiamo tornare a condurre una
battaglia sulle priorità del paese, a partire dalla crisi che investe famiglie, lavoratori e imprese,
senza dimenticare che va affrontato anche un vero confronto sui valori di riferimento della nostra comunità nazionale.
L’Italia ha bisogno di una riscossa civica e noi dobbiamo esserne i protagonisti.
Per questo vogliamo lavorare ad un partito popolare, laico, riformista. Un partito per
l’uguaglianza,
la solidarietà, il merito, la giustizia sociale. Un partito che rappresenti il mondo dei
lavori e
l’impresa diffusa, che valorizzi i talenti, e che si faccia carico delle aspettative delle giovani
generazioni. Un partito che sia dalle parte di tante donne che ancora cercano opportunità.
Un partito che si riconosca come comunità di valori, idee e persone.
Sappiamo tutti che la Lombardia è un campo di prova decisivo per questa sfida. Il primo obiettivo
per cui stiamo già lavorando è quello di prepararci al meglio per sfidare la destra che da quindici
anni governa la Regione. Serve davvero aria nuova al Pirellone. Occorre un progetto forte per il
futuro della Lombardia e noi con una nuova alleanza di centrosinistra possiamo correre per vincere.
In questi venti mesi ho girato moltissimo la nostra terra, le nostre città e paesi, imparando a
conoscerne le tante diversità ed i problemi ma anche le opportunità e le grandi occasioni.
Mi ricandido alla guida del PD della Lombardia perché penso di poter contribuire a questo sforzo
collettivo mettendo un campo un impegno a tempo pieno.
Lo farò mettendoci tutta la passione di cui sono capace.
Buon Congresso!
Un caro saluto. MAURIZIO MARTINA
Candidato Segretario regionale del Pd della Lombardia
17 settembre 2009
RECESSIONE NEL NORD MILANO
La recessione sembra rallentare altrove, ma da noi la crisi non
demorde. Nel Nord Milano lo stanno amaramente constatando i 600
ricercatori della Nokia Siemens Networks di Cinisello Balsamo e di
Cassina de' Pecchi, dopo la decisione dell'azienda di
telecomunicazioni finnico-tedesca di spostare in altri Paesi, dove il
lavoro costa meno, le sue attività di ricerca sulle tecnologie di
nuova generazione. E i 120 lavoratori della Metalli Preziosi di
Paderno Dugnano, insieme ai 140 compagni della vicina Lares, che
stanno battendosi da mesi contro lo spauracchio della chiusura.
Il Pd milanese, con il sindaco di Cinisello Daniela Gasparini, il segretario
metropolitano Ezio Casati e il senatore Luigi Vimercati, si è
incontrato oggi con questi lavoratori in lotta per difendere i loro
diritti, rinnovando l'impegno ad adoperarsi per premere sul Governo e
le istituzioni del territorio, così da trovare celermente soluzioni
positive alla loro critica situazione.
Guarda il video degli incontri a
Cinisello e Paderno Dugnano.
15 settembre 2009 - Redazione Democraticiamilano
SPOSTAMENTO DI BALLARÒ PER DARE RILIEVO A UN MARCHETTONE DI VESPA
Il vertice RAI sembra aver smarrito il senso della dignità del servizio pubblico, così lo si piega al ruolo di megafono governativo.
14 settembre 2009 - Roberto Natale - Preidente Federazione Nazionale della Stampa
STO CON FRANCESCHINI
Condivido in toto le argomentazioni di Fassino.
Ma condivido anche quelle di Bersani.
Però in questo momento penso che sia più utile per il partito non cambiare il leader, dopo un incarico così breve.
13 settembre 2009 - Giancarlo
PERCHÉ STO CON DARIO
Ho scelto di sostenere la riconferma di Dario Franceschini a Segretario nazionale del Partito Democratico.
L'ho fatto per più ragioni.
Intanto perché Franceschini è stato eletto soltanto nel febbraio scorso e sei mesi sono un tempo troppo
breve per chiudere un'esperienza così complessa come la direzione politica di un grande partito. E non credo
che accresca il credito del PD offrire l'immagine di un partito che rinnova e cambia i propri dirigenti troppo spesso.
Peraltro in questi pochi mesi Franceschini ha dimostrato di essere un dirigente capace di scegliere, decidere e agire.
Ha tenuto la barra dritta sulla laicità confermando il profilo chiaro di un credente laico, consapevole delle
responsabilità che la politica ha nei confronti delle persone e delle loro scelte di vita. E mi piace
ricordare che - nei mesi in cui si discuteva in Italia di coppie di fatto - Dario Franceschini fu tra i
promotori di un'importante lettera sottoscritta da 60 parlamentari della Margherita con la quale, di fronte
ad un appello della Conferenza episcopale italiana che chiedeva ai parlamentari credenti di uniformare il loro
voto alle loro ragioni di fede, si rispose a chiare lettere che l'essere credente non può far venire meno per
chi ricopra incarichi istituzionali, il dovere prioritario di essere fedeli alla Costituzione e alle leggi dello Stato.
Franceschini ha tenuto la barra dritta sulla collocazione europea condividendo la scelta di costruire in Europa un nuovo
campo progressista fondato sull'alleanza al Parlamento europeo tra gli eletti del Partito Democratico e gli eletti
socialisti e socialdemocratici. Scelta né facile, né scontata e che Franceschini ha praticato e vissuto con coerenza e lealtà.
E in una campagna elettorale difficile e in salita, Dario Franceschini ha impresso al nostro agire il profilo di una
proposta concreta sui contenuti, sulle esigenze, sui bisogni dei cittadini. Lo ha fatto spendendosi con generosit à,
passione e stabilendo un rapporto di fiducia e di simpatia con l'elettorato. E ha ottenuto un risultato che, sia pure
inferiore all'esito delle elezioni politiche del 2008, non era affatto scontato, alla vigilia del voto.
Ma c'è una ragione ancora più profonda per cui sostengo Franceschini e attiene al PD, al suo carattere di casa comune
dei riformisti italiani. Il PD e prima l'Ulivo, lo abbiamo voluto plurale, fondato sull'incontro, la fusione,
l'intreccio delle esperienze di donne e uomini provenienti da storie e culture diverse. Abbiamo voluto costruire un
Partito che riconoscesse il valore delle differenze e, tenendo conto dell'apporto di ciascuno, fosse in grado di
creare contaminazione culturale, pensiero nuovo, identità nuova. E pure in mezzo a difficoltà e limiti, abbiamo
cominciato a costruire quel PD che oggi non può e non deve essere omologato a una sola delle culture originarie
che lo hanno promosso.
E' un errore pensare che chi viene dai DS e chi viene dalla Margherita debba automaticamente scegliere un Segretario
che venga dalla stessa esperienza. Dobbiamo, invece, scegliere un Segretario non guardando alle provenienze di
origine, ma al progetto del Partito Democratico e alla sua identità di un partito che mescola, fonde e unisce
culture e storie diverse in un progetto per l'Italia che vada oltre il passato e in cui tutti possiamo identificarci insieme.
E Franceschini è il Segretario che offre oggi le maggiori garanzie che il PD mantenga quel profilo largo, aperto e
plurale che è essenziale per la funzione nazionale che deve assolvere e per raccogliere quel vasto consenso di
milioni di elettori deciso per sfidare la destra e batterla.
Peraltro, proprio perché abbiamo scelto in Europa l'alleanza a Strasburgo con i socialisti - scelta in cui io ho creduto
con convinzione - è opportuno e necessario che a gestire l'avvio di tale rapporto sia un Segretario che viene da un
percorso diverso, garantendo così al PD quel profilo plurale che è la ragione stessa per cui noi abbiamo voluto e
fondato il Partito Democratico.
Certo, la scelta che ho compiuto e che compirà chi mi accompagnerà in questo cammino, non è facile. D'altra parte
non ho mai scelto nella mia vita per convenienza o per comodità, né mi sono mai chiesto se una decisione fosse
facile, ma se fosse giusta. E sono convinto che sostenere Franceschini sia oggi la scelta giusta per l'Italia,
giusta per il Partito Democratico e il suo futuro.
13 settembre 2009 - Piero Fassino
PERCHÉ MI CANDIDO
Il Partito Democratico è il partito del nuovo secolo, la più grande intuizione degli ultimi venti anni.
Eppure ciò che abbiamo fatto nei nostri primi venti mesi di vita non è stato all’altezza del progetto.
Per riprendere il cammino occorre innanzitutto riconoscere senza esitazioni che ci sono cose da correggere.
Per questo abperto e positivo tra di noi; dobbiamo sottrarci ai personalismi
e alle semplificazioni che sembrano ormai una cosa sola con i meccanismi di comunicazione e che spesso ci
prendono la mano. Rimuovere i problemi non si può, se davvero crediamo nel nostro progetto; nemmeno possiamo
ripiegarci su di noi e avvitarci in discussioni retrospettive. Dobbiamo parlare dell’Italia, di noi e
dell’Italia; delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale
con i territori e con i cittadini.
Non ci sono scorciatoie né colpi di comunicazione risolutivi. C’è un duro lavoro da fare per costruire un
radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo.
C’è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del Paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno
di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C’è un lavoro da fare per convincere
l’Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.
Di tutto questo dobbiamo discutere, e in nome di questo, dobbiamo discutere anche di noi, cioè della nostra
effettiva capacità di essere utili a un’Italia migliore. Per essere utili, dobbiamo costruire la nostra
identità e renderla percepibile. Per essere utili non possiamo essere soli, ma dobbiamo impegnarci a
costruire un campo di forze capace di indicare una nuova prospettiva politica.
Per essere utili dobbiamo avere un partito che funzioni, che operi attraverso una partecipazione vera e
produca il rinnovamento traendolo dalla realtà del territorio.
Per questo ho deciso di contribuire ad una vera discussione politica impegnandomi anche con una mia candidatura;
una candidatura che non si rivolge contro nessuno e che vivrà in piena solidarietà con tutti gli amici e
tutti i compagni del PD, comunque la pensino; ma che non rinuncerà alla chiarezza delle posizioni politiche.
12 settembre 2009 - Pierluigi Bersani
ONORE ALLA MEDIOCRITÀ CON I FUNERALI DI STATO A MIKE BONGIORNO
Solo una nullità come Berlusconi poteva chiedere i funerali di stato per Mike Buongiorno, che ha il solo merito di aver fatto della mediocrità una fonte cospicua di guadagno.
Sulla mediocrità di Mike ha scritto ampiamente Umberto Eco nel suo saggio: “Fenomenologia di Mike Buongiorno” che inizialmente qualche giornalista incautamente aveva citato, evidentemente senza averlo letto.
A parer mio di tutta la vita di Mike le uniche cose che si possono salvare sono gli spot pubblicitari come spalla di Fiorello, e la sua maniacale professionalità.
Per il resto tutte le sue trasmissioni appartengono alla più bieca TV spazzatura.
La sua era una vera e propria monomania: il quiz, happening del nozionismo becero.
Era noto a tutti per la grettezza, che Fiorello non mancava di sottolineare ogni volta che gli faceva il verso.
È stato per anni l’esempio più evidente e deprecabile di come si possa non dare spazio ai giovani, rimanendo attaccato fino all’ultimo al lavoro.
Probabilmente si credeva immortale, come qualche altro stupido, con la vantata pretesa di un’età diversa da quella anagrafica. Sicuramente se si fosse fatto da parte sarebbe vissuto più a lungo.
Quello che oggi gli riserva i funerali di stato, quando non gli serviva più gli ha dato un calcio nel sedere senza tanti complimenti.
Ultimo aspetto della pochezza di Mike: all’estero nessuno sa chi sia.
Mike, icona del provincialismo di una televisione che ha bisogno di autocelebrarsi per
nascondere la sua pochezza.